Reti anticaduta – cosa sono e quando sono obbligatorie

Reti anticaduta

Le reti anticaduta sono obbligatorie ogni volta che si lavora a oltre 2 metri da terra e nessun altro sistema di protezione collettiva è stato montato in cantiere.

È la regola riportata nel D.Lgs. 81/2008, articolo 122, e su questo i margini di interpretazione del coordinatore per la sicurezza sono davvero pochi.

Quello che la norma non dice è quale tipo di rete serve nel tuo caso, chi risponde se la posa è fatta male e cosa rischi in caso di infortunio.

Sono le risposte che fanno la differenza tra un cantiere a norma e uno che si scopre fuori legge solo dopo l’incidente, quando ormai è troppo tardi.

I controlli ATS arrivano spesso senza preavviso e le prime cose che vengono controllate sono: marcatura CE in regola, posa certificata, registro di manutenzione.

È quello che noi di TIS facciamo ogni giorno nei cantieri tra Brescia, Bergamo, Mantova, Verona e Como, e in questo articolo condividiamo con te la nostra esperienza in cantiere.

 

Cosa sono le reti anticaduta

Dietro la sigla che leggi nei capitolati di cantiere c’è un sistema preciso: una maglia in fibra sintetica fissata a una fune perimetrale, montata sotto la zona di lavoro.

Le reti anticaduta sono dispositivi di protezione collettiva (DPC), pensati per arrestare in completa sicurezza l’eventuale caduta di persone e oggetti dall’alto.

Quando un operatore o un attrezzo cadono, la rete assorbe l’energia dell’impatto e impedisce che raggiungano il piano sottostante.

La differenza con un sistema individuale come l’imbragatura è proprio questa: la rete protegge tutti gli operatori sull’area, non solo chi è agganciato.

La normativa italiana le classifica come dispositivi prioritari rispetto ai DPI, perché agiscono sul rischio prima ancora che il singolo lavoratore se ne possa accorgere.

Una rete di sicurezza sui cantieri, ben dimensionata, può fermare un operatore in caduta libera anche da 6 metri di altezza, riducendo l’impatto a livelli non lesivi.

È un livello di protezione che nessun dispositivo individuale può garantire da solo: per questo le reti sono uno strumento imprescindibile nei lavori più rischiosi.

 

Quando sono obbligatorie nei cantieri

La situazione in cui potresti ritrovarti è questa: devi aprire un cantiere su un edificio di tre piani e le falde del tetto sono alte oltre 2 metri da terra.

Per la legge italiana — D.Lgs. 81/2008, articolo 122 — se un operatore lavora a oltre 2 metri di altezza, scatta l’obbligo di adottare misure di protezione contro le cadute.

Le misure di protezione collettiva — tra cui le reti anticaduta — sono prioritarie rispetto a quelle individuali, salvo quando è tecnicamente impossibile installarle.

Nello specifico, la rete diventa obbligatoria: 

  • nei cantieri di nuova costruzione, 
  • nelle ristrutturazioni di coperture, 
  • nei lavori in facciata,
  •  in tutti gli interventi su tetti.

 

L’obbligo non vale solo per le imprese: anche il committente e il coordinatore per la sicurezza ne rispondono, in fase di progettazione e di esecuzione.

Il margine di interpretazione è minimo, ed è meglio così: una caduta da 3 metri ha la stessa fisica di una da 30, l’impatto può essere mortale in entrambi i casi.

 

Normativa sulle reti anticaduta

Le tre normative sulle reti anticaduta da conoscere sono il D.Lgs. 81/2008, la UNI EN 1263-1 e la UNI EN 1263-2.

Il Testo Unico Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) regola obblighi e responsabilità nei cantieri italiani, con il titolo IV dedicato alle costruzioni e il capo II ai lavori in quota.

La UNI EN 1263-1 stabilisce i requisiti tecnici delle reti — materiali, maglia, dimensioni, marcatura — mentre la 1263-2 disciplina i metodi di installazione e collaudo.

Le reti di protezione per lavori in quota devono riportare la marcatura CE e una targhetta identificativa con tipologia, classe energetica e data di scadenza.

Tutte le reti anticaduta, infatti, hanno una vita utile limitata: l’esposizione a UV, intemperie e abrasioni le degrada nel tempo, e una rete scaduta non protegge più in modo efficace.

Sul nostro sito raccogliamo i riferimenti aggiornati alle principali normative reti anticaduta, perché tenerli sotto mano in cantiere può fare davvero la differenza in caso di controllo.

 

Tipologie di reti di sicurezza

Quante volte ti sei trovato davanti a un fornitore che ti propone una rete senza specificare di che tipo è?

La UNI EN 1263-1 distingue quattro tipologie di reti anticaduta principali, e comprenderne le differenze è fondamentale in fase di scelta.

  • Rete tipo S: rete con fune perimetrale, è la più diffusa per il montaggio su ponteggi e strutture lineari.
  • Rete tipo T: rete su staffe, montata orizzontalmente sotto la zona di lavoro, ad esempio nei sottofalda.
  • Rete tipo U: rete con fissaggi diretti su struttura verticale, usata per protezioni di vani scale e aperture.
  • Rete tipo V: rete a bandiera con palo di sostegno, utile dove la rete deve sporgere dall’edificio.

 

La scelta della tipologia non è mai scontata: dipende dalla geometria del cantiere, dall’altezza, dalla durata dei lavori e dal numero di operatori.

Su una palazzina nuova a Bergamo, ad esempio, è possibile combinare reti tipo S sui ponteggi e tipo T sotto la falda, per coprire due livelli di rischio contemporaneamente.

 

In quali lavori servono

Una regola semplice per capire se serve una rete anticaduta: se chi lavora può cadere da oltre 2 metri verso uno spazio aperto, la rete è assolutamente necessaria.

I cantieri dove tendenzialmente le reti di sicurezza nell’edilizia sono indispensabili sono quelli sui tetti, sulle facciate, nei vani scala interni e nelle costruzioni industriali.

Sui capannoni industriali con coperture in lamiera grecata, ad esempio, usiamo reti perimetrali combinate con punti di ancoraggio dedicati alla struttura.

Anche nelle ristrutturazioni di edifici storici la rete anticaduta è spesso l’unica protezione collettiva possibile, perché le coperture esistenti non sono in grado di reggere altri sistemi.

Se hai un cantiere in programma e non sai se la rete anticaduta è obbligatoria nel tuo caso specifico, il sopralluogo tecnico è la risposta più efficace alle tue domande.

Noi di TIS, con oltre vent’anni di esperienza nei cantieri lombardi e veneti, ti seguiamo dalla progettazione del sistema anticaduta fino al montaggio in opera.

Contattaci oggi stesso per un sopralluogo in cantiere e un preventivo senza impegno!



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